Sant’Anna

Benvenuto nel sito della PRO LOCO di BREMBATE – GRIGNANO.

In queste pagine potrete trovare informazioni utili sul nostro territorio e potrete conoscere tutte le proposte che abbiamo attivato per te.

CHIESA DI SANT’ANNA


La chiesa di Santa Maria o di Sant'Anna in Binda si trova Non molto distante da Grignano. Nei verbali della Visita pastorale del 1746 si dice che ne distava circa 500 passi, nei verbali di quella del 1754 Chi era distante dalla parrocchiale di Grignano 1000 passi verso Oriente. La chiesa potrebbe essere sorta su di un sito di precedente occupazione Pagana , Ovvero come chiesa di un villaggio scomparso , del quale però non rimane traccia alcuna . Per quanto risulta può sempre un oratorio campestre .


Inizialmente la chiesa Era dedicata a Santa Maria : Signora però quale festa della Madonna vi si celebrasse . Nella documentazione viene quasi sempre citata come chiesa di Santa Maria di Binda o di Santa Maria de Bende o anche della Madonna di Binda di Santa Maria di Binda nel luogo di Marne o semplicemente come chiesa della Madonna o di Santa Maria. Dopo la ricostruzione seicentesca al titolo di Santa Maria sì a fianco a quello di Sant'Anna, che poi oscurò l'altro . Nel 1737 viene citata come " oratorio di Sant'Anna , chiamato la Madonna di Binda" e nel 1746 viene detto oratorio della Madonna delle Bende, sacro alla Madonna ed a Sant'Anna. In seguito, a partire dal 1754, la denominazione Sant'Anna prevalse, mentre Santa Maria scomparve ed anzi venne del tutto obliata.


ORIGINE:


La chiesa viene menzionata per la prima volta in documenti del 1155, come Santa Maria di Marne, soggetta alla pieve di Pontirolo. Un documento del 27 aprile 1040 relativo ai beni a Marne città anche proprietà di una non meglio precisata chiesa di Santa Maria, che potrebbe essere quella di Binda , anche perché uno dei terreni è proprio in quella zona. A Binda in quell'anno sono documentati edifici, probabilmente pertinenti ad un piccolo villaggio cui la chiesa era afferente. Non viene citata nel “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani”, risalente circa all'ultimo quarto del secolo XIII, mentre è nominata in diversi documenti del XIV secolo come chiesa di Santa Maria in Marne. Da questo momento in poi si hanno poche notizie in merito fino al XVI secolo e dovette probabilmente attraversare un periodo di abbandono.


IL DECADIMENTO:


Quando giovedì 19 settembre 1576 la chiesa venne visitata da San Carlo Borromeo , arcivescovo di Milano, si rivelò che rimaneva sempre aperta ed era convertita ad usi profani , vi erano un altare costruito all'esterno, come un tempo accadeva, 

Ed una casa quasi distrutta . L'arcivescovo ordinò di demolire l'altare posto all'esterno , chiudere con pietre e cemento la finestra presso la porta, pulire di tutte le cose immonde la chiesa e togliere la legna che vi era stata trovata , alzare maggiormente il vaso dell'acquasanta e chiudere la porta con chiave da custodirsi dal parroco di Grignano. Pare che alle prescrizioni si sia ottemperato in tempi brevi; nel 1574 la finestra era chiusa ed il vaso dell'acquasanta della chiesa alzato, Ma la chiave della chiesa non era presso il parroco di Grignano. Nei verbali delle Visite pastorali del 1581 e del 1598 si dice che la chiesa era abbastanza adeguata, ma piccola , ed aveva l'altare maggiore sotto cappella a volta rivolta ad Oriente, non consacrato , nel 1598 vi era inserita la pietra sacra. Nel 1581 la cappella non era divisa dal resto della chiesa . Nel 1596 venne ordinato di chiudere l'altare con cancelli lignei secondo le prescrizioni essendo, quelli esistenti, troppo "umili" e di alzarlo e coprirlo con mensa di legno più adatta . Nel 1581 vi era anche un altro altare fuori dalla cappella maggiore, costruito in luogo inadeguato; Esso nel 1598 non esisteva più , che nei verbali si dice che l'altar maggiore era l'unico. Nel 1598 la cappella era chiusa da cancelli lignei , ignoriamo se fossero nuovi o vecchi. Sia nel 1581 che nel 1598 si dice che le pareti erano abbastanza adeguate , non vi era nessun campanile né campana; il tetto era in travature e laterizi, pavimento era cementizio e nel 1581 in qualche parte distrutto. Nel 1598 vi era un unico vaso dell'acquasanta presso la Porta Maggiore. 1581 La Chiesa aveva due porte: Una nella zona dell'altare ed un'altra verso sud . Nel 1598 la porta principale era sulla facciata della chiesa verso occidente, ve ne era poi un'altra nella parete meridionale. Nel 1581 esisteva un'unica finestra "umile" presso la porta principale , per mezzo della quale si guardava all'interno. Nel 1598 non c'era nessuna finestra tranne un piccolo foro sopra la porta maggiore. Nel 1581 in questa chiesa non si celebrava mai ed era tenuta sempre aperta, mentre nel 1598 talvolta si celebrava per devozione. Nel 1598 venne ordinato di chiudere meglio dall'interno la porta principale, lasciando nelle ante una finestrella affinché i passanti potessero venerare l'immagine sacra di rimuovere i cancelli di ferro della finestra che si trovava presso la Porta Maggiore e che la finestra fosse chiusa in perpetuo con parete. Venne pure disposto che la chiave della chiesa fosse conservata dal parroco di Grignano , che doveva curarsi di precludere l'accesso ai bruti ( presumibilmente gli animali). Fu anche prescritto di costruire due gradini in solida pietra alla porta principale affinché si potesse entrare più facilmente in chiesa. In decreti senza data, posteriori di poco al 1598, si dice che i decreti della Visita del 1583 per la chiesa di Santa Maria di Binda dovevano essere eseguiti a spese di Paolo ossa che possedeva i beni della chiesa. Nel 1614 venne ordinato che gli amministratori del seminario di Milano (ai quali il Beneficio chiericale di questa chiesa campestre era stato unito e nella cui possessione da lungo tempo si trovava la chiesa) è il parroco di Grignano ( alla cui chiesa era stato unito l'altro chiericato) impiegassero i frutti dei chiericati per restaurare in perpetuo la chiesa. Fu stabilito che il sito adiacente ad Oriente ed Occidente potesse essere sfruttato con alberi di Morone affinché con il loro frutto si provvedesse alle spese di costruzione e riparazione. Venne ordinato di spendere in primo luogo le 3 lire e sessanta raccolte dalle oblazioni in occasione dell' indulgenza (non meglio precisata), che si trovavano presso Stefano Polino. Nel 1626 nulla Era stato adempiuto relativamente alla riparazione della chiesa. Negli atti di una visita pastorale posteriore al 1624 ed anteriore al 1634 si dice che è l'altare era troppo angusto E chi vi si celebrava di rado. Nel 1635 fu ordinato che nell'oratorio non si celebrasse la messa se non con tutte le necessarie suppellettili ecclesiastiche. Poiché in questa chiesa vi erano due chiericati, dei quali 1 unito alla parrocchiale di Grignano, l'altro al Seminario di Milano, e la chiesa era da restaurare con i frutti di tali chiericati, si doveva agire con i deputati del Seminario. Nel 1639 in questa chiesa non si celebrava.  Nel 1653, dato che la chiesa da tempo mancava delle cose necessarie per la celebrazione e le pareti erano da ogni parte rovinate o prossime alla rovina, si ordinò e nessun sacrificio della Messa vi fosse celebrato finché non fosse stata restaurata. Il restauro spettava ai presidenti del seminario di Milano per la parte del chiericato unito in perpetuo al Seminario e dal parroco di Grignano per l'altra parte, dato che l'altro chiericato era stato annesso al Beneficio parrocchiale. Per questo fu ordinato di intervenire presso il parroco e i presidenti del Seminario affinché sostenessero la loro quota delle riparazioni. Nel 1678 venne prescritto di provvedere adornare l'altare per celebrarvi la messa con decoro. Nel 1685 l'oratorio aveva una lunghezza di 15 cubiti ( cioè 6,39 metri) ed una larghezza di 10 ( cioè 4,26 metri), era coperto di travi e laterizi. Venne ordinato di sistemare le tegole affinché l'acqua della pioggia cadente non rovinasse le travi e il pavimento e di unire le finestre almeno di tela cerata.


LA RICOSTRUZIONE SEICENTESCA:


Nel 1695 l'oratorio venne ricostruito in forma abbastanza elegante con denaro lasciato ai parrocchiani di Grignano da un uomo deputato alla sua custodia, quale incombeva anche l'onere di raccogliere le elemosine per la sua manutenzione, non avendo la chiesa nessun reddito. Si presume che l'edificazione abbia avuto luogo sullo stesso sito, Anche se questo non è sicuro. Nella toponomastica catastale il toponimo Santa Maria era portato dai mappali 84, 94, 193 del censuario di Marne. Questi lavori, realizzati sostanzialmente in un'unica fase, dietro all'edificio la struttura attuale, che nel 1746 viene definita abbastanza polita. Edificio risulta notevolmente allungato rispetto al precedente dato che ebbe, eccettuata la cappella , una lunghezza di 35 cubiti ( 14,91 metri), una larghezza di 11 ( 4,686 m) ed un altezza di 26 ( 11,07 metri). Alla chiesa si saliva per mezzo di due gradini in pietra e vi erano due porte: Quella Maggiore mezzo alla facciata , la minore nella parete laterale a destra (entrando), entrambe con serramenti in noce , chiusi saldamente da serratura e chiave. Per la copertura fu costruita una volta cementizia , non inelegante; fu in laterizio , ritenuto adatto dai contemporanei . Le pareti vennero realizzate in calce ed alabrio ed adeguatamente finite. La Chiesa aveva un unico altare , che nel 1737 aveva paramenti convenienti e nel 1746 viene detto abbastanza adeguatamente ornato nella sacra suppellettile e sufficientemente costruito per celebrare la Messa e infatti nella chiesa si celebrava abbastanza spesso per devozione. Nel 1754 la chiesa non aveva redditi certi , ma era mantenuta da elemosine che venivano Raccolte dal romito, con le quali si celebravano circa 15 Messe il giorno della festa di Sant'Anna si cantava messa con rito solenne. L'edificio era dotato di 4 finestre , delle quali la prima costruita nella facciata , altre due nella parete laterale a destra di chi entrava e la quarta nella parete destra della cappella; ciascuna di esse era munita di tutto quanto richiesto. Vi erano due vasi dell'acqua benedetta, presso la porta maggiore, l'altro presso quella minore , entrambi realizzati in marmo nero e aderenti alla parete. Dal lato del Vangelo vi era un pulpito in tavole di legno dipinto , c'erano la croce e l'immagine di Cristo pendente da essa. Dal "cospetto" dell'altare pendeva una lampada. Mediante un gradino dalla chiesa si saliva alla cappella di forma quadrata che nella parte anteriore aveva colonnette in marmo elegantemente elaborate e cinte da cancelletti. Le pareti erano ornate da varie pitture che raffiguravano la Natività e l'Annunciazione della Madonna, nonché la natività di Gesù. Dal piano della Cappella per due gradini lignei si saliva all'altare che era Ornato da sacra icona in tela dipinta rappresentante la Madonna con la madre Sant'Anna. Sopra l'altare vi era il tabernacolo ligneo rifinito d'oro per riporvi la pisside con le Sacre particole il giorno della festa di Sant'Anna.  Dal lato meridionale della Cappella era sita la sagrestia che aderiva alle sue pareti, aveva volta cementizia e pavimento in laterizio; era dotata di finestra e di due porte munite di tutti i requisiti, delle quali si entrava nella cappella maggiore , per l'altra nella casetta del custode o romito. In questa sacrestia trovavano un vaso acquario in solida pietra al quale era sottoposto un sinus acquario pure lapideo, un armadio in tavole di noce elaborato con i suoi armadioli e cassette adatte per conservare sacre suppellettili, un calice in stagno dorato con coppa d'argento all'interno rifinite in oro , corporali , purificatori, tre pianeti in seta pura di molteplici colori, tre albe con relativi cingoli ed un messale. Venne ordinato che la pietra sacra fosse inserita con la parte lunga parallela al celebrante e la parte corta verso il centro dell'altare. Il coro doveva essere diviso da cancelli, le finestre dovevano essere munite di inferriate e dalla finestrella del confessionale doveva essere posta la tela in modo che non si potesse muovere. Nei verbali della Visita pastorale del 1863 questa chiesa viene citata come oratorio dedicato a Sant'Anna, situato tra i campi verso Marne nel territorio di questo comune, una specie di santuario, frequentato, specialmente nelle feste, dall'agente di Grignano e delle vicine parrocchie per comune e speciale devozione, soprattutto nella festa della Santa titolare. La spesa veniva sostenuta con la questua effettuata dal custode della chiesa stessa. Nei verbali della visita del 1883 si dice che sull' oratorio di Sant'Anna non esistevano memorie, era una piccola chiesa, aveva due porte, la maggiore serviva per le donne e la laterale per gli uomini e presso la porta maggiore vi erano due finestre munite di inferriate. Vi erano il pulpito e balaustra di marmo, l'altare era di stucco, i due gradini sopra di esso erano di legno dorato con il tabernacolo. Vi era una piccola sacrestia attigua alla quale c'era la casa dell'Eremita: Il tutto si trovava in mezzo alla campagna.


I RESTAURI DEL 1946:


Nel secolo XX la chiesa conobbe un ulteriore momento di decadimento, ma dopo il secondo conflitto mondiale si decise di restaurarla. Il 28 aprile 1946, domenica in Albis ( o festa della Divina Misericordia), iniziarono i lavori di restauro del "santuario", che era in condizioni "pietose". La popolazione rispose in modo encomiabile per il trasporto di sabbia, lo sterro ed altro e per offerte. Il pavimento fu abbassato di circa 50 centimetri e maggiormente tutto il cortile della porta di mezzo. Con l'abbassamento del pavimento fu alzato di due gradini il presbiterio ampliandolo anche con lo spostamento in avanti delle balaustre, furono posti gradini e pavimenti nuovi per una spesa di mezzo milione di lire. La porta principale fu lavorata dai parrocchiani Angelo Sala e Vittorio Paganelli. Il 25 luglio vennero inaugurati i lavori di restauro. Alle 19:30 si parte i processionalmente da Grignano verso il "santuario" con la statua di Sant'Anna accompagnata dalla banda di Brembate. Erano presenti tutti i sacerdoti nativi: Don Michele Paganelli,  Don Emilio Paganelli, Don Alessandro Mangili ed Il predicatore Don Vittorio Pedrocchi, maestro di Clusone.


LA SECONDA META’ DEL XX SECOLO:


La Chiesa fu da allora curata frequentata. Nel 1953 vennero messe lampadine tubolari alle statue della Madonna, di Sant'Anna, di San Giuseppe e al quadro di San Bernardino. Dopo la costruzione dello stabilimento Bayer, nel 1963, la chiesa fece parte dell'area privata di questo insediamento industriale. Nel maggio del 1979 venne chiusa anche la strada d'accesso. Anche la strada che da Grignano portava la Chiesa fu chiusa e conglobata nel territorio industriale, nonostante le proteste di tutti gli abitanti di Grignano e dei tanti devoti di Sant'Anna, costituitosi in un gruppo denominato " Amici di Sant'Anna". Il parroco già nel novembre del 1978 si era recato presso la Direzione dello stabilimento per chiedere come mai fosse stata ostruita con cumuli di ghiaia, ricevendo l'assicurazione che per la festa sarebbe stata libera, ma una nuova recinzione obbliga va a fare un percorso più lungo. Aumentarono le proteste, si fecero dimostrazioni con cartelli, assemblee raccolte di firme. Alla fine si ottenne di passare con le due processioni che si facevano per la festa della santa, con l'apertura della strada per due ore la domenica e due ore il giorno 26 luglio. Anche attualmente si svolge tale processione.

AVVISI IMPORTANTI

Informiamo chi avesse acquistato i biglietti della lotteria che a causa del COVID-19 dovranno restituirli dove sono stati ritirati e verranno rimborsati immediatamente.


Le iniziative sospese – mostre e spettacolo teatrale – verranno riprogrammate appena possibile.